Per imprenditori tartassati dal sistema fiscale italiano

Hai un business e stai cercando di ampliare la tua clientela e ridurre il carico fiscale evitando fregature?

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Scopri QUI come evitare i 3 costosi errori che ti stanno frenando dalla internazionalizzazione impedendoti
di trovar più clienti e pagar meno tasse, anche se hai già il miglior commercialista
al mondo, senza violare la legge.

Leggi con attenzione questa breve guida su come creare la tua prima società Limited (LTD) a Londra in modo legale, rapido, vantaggioso e senza commettere errori.

– Risultato Garantito –

Se non avrai uno sgravio fiscale che  può variare dallo 0 al 19 % (dipende dal tuo business) allora ti rimborseremo ogni centesimo pagato!

Attenzione: solo leggendo questa pagina hai una consulenza strategica su come espandere il tuo business in Inghilterra gratis, scopri come.

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“Stai cercando di espandere il tuo business all’estero e pagar meno tasse? Scopri in questa pagina come fare”

Se stai cercando il modo di aver più clienti, per avere un brand internazionale, in questa pagina troverai informazioni importanti su come evitare 3 gravi problemi che potrebbero farti fallire nel giro di 4 mesi…

Ecco Perché Non Hai Bisogno di Avere una Società Off-Shore Per Pagar Meno tasse

Siamo gli Avvocati internazionalisti Oreste Maria Petrillo e Fabio Santoro.

Sono più di 10 anni che ci occupiamo di aiutare imprenditori ad espandersi nel Regno Unito tramite società Limited (Ltd) per far sì che possano espandere il proprio brand e possano guadagnare di più e pagar meno tasse.

Nel corso della nostra attività ci siamo occupati di aiutare sia piccolissimi e piccoli che medi e grandi imprenditori.

Le informazioni che trovi in questa guida derivano dalla nostra esperienza “sul campo” nel dare soluzioni concrete a imprenditori italiani come te. Infatti guarda cosa dice Gualtiero Maalo, Vice Presidente Esecutivo di ASSOIMPRESE – Associazione Industriali Piccole e Medie Imprese Nazionali:

Roma, 23/03/2020

Oggetto: Comunicazione Ufficiale

Con la presente siamo a testimoniare l’alta professionalità dei servizi di internazionalizzazione offerti dall’Avv. Fabio Santoro e conseguentemente dal Team da lui diretto. La conoscenza del campo internazionale e la serietà con la quale questi ultimi hanno agito ed agiscono a favore delle Realtà industriali da noi rappresentate, è risultato qualcosa che raramente si riscontra in un gruppo di professionisti.

È per questo motivo che la nostra associazione intenderà avvalersi ancora per il futuro di tali servizi, certa che tale collaborazione porterà sempre maggiori benefici all’intera Struttura da noi rappresentata.

Cordiali saluti

Gualtiero Maalo

Vice Presidente Esecutivo Asso Imprese

La nostra esperienza ci ha fatto capire che non tutti sanno di compiere 3 costosi errori quando desiderano di aprire una società all’estero (o un ramo della loro impresa):

Leggi con attenzione questi passaggi perché ti spiegheremo anche come risolverli.

  • PROBLEMANUMERO UNO: Esterovestizione

    L’esterovestizione è uno spettro che aleggia psicologicamente su chiunque ha desiderio di internazionalizzare il proprio business. Non esiste un imprenditore italiano che non sia preda di questo timore. La buona notizia è che quasi tutte le paure che circolano sono irrazionali e frutto di preconcetti di chi non conosce la legge, ma non hanno nulla a che fare con le leggi internazionali che, anzi, incentivano la libertà di commercio e di stabilimento.

    La cattiva notizia è che qualche regola da rispettare c’è, ma viene spesso ignorata dai consulenti alla qualunque che circolano online e che a volte aprono le società senza avere la più pallida idea di cosa stanno facendo per poi abbandonare il cliente subito dopo aver intascato il corrispettivo. Morale della favola: loro intascano i soldi e i guai restano all’imprenditore.

    Problema con i siti online: Questo tipo di servizi che offrono sono a poche centinaia di euro e si limitano solo ad aprirti e intestarti una società all’estero, non badano affatto ad eventuali problemi con la giurisdizione di appartenenza, specie quella italiana, anche perché a loro non interessa minimamente, né hanno possibilità di conoscere tutte le leggi nazionali europee o mondiali.

    Problema con i commercialisti e taxplanner italiani: Vedi, la maggior parte di questi professionisti o ha voglia che tu rimanga in Italia perché perderebbe un cliente, oppure non ha la minima conoscenza della giurisdizione britannica proprio perché vive altrove e non è inserita nel tessuto socio economico Britannico

    Solitamente se dice che tutto è esterovestizione è un cialtrone. Se dice che l’esterovestizione non si ha praticamente mai è un cialtrone. Se dice che internazionalizzare si può fare rispettando certe regole e rientrando in certi parametri allora ci siete.

  • PROBLEMA NUMERO DUE: Esseri truffati dai commercianti markettari fuffaroli

    Questi problemi sono quasi all’ordine del giorno in chi si mette alla ricerca sul web di come aprire una società all’estero e capire in che modo ti stanno menando per il naso non è semplice. Quando si chiede di creare holding e trust senza sapere come farli funzionare e si paga in anticipo qualcuno che neanche è mai stato sul territorio dove volete espandervi e che non puoi neanche chiamare in causa quando i soldi che gli hai dato ti portano ad avere una casella postale senza futuro, allora non ci vuole un genio per capire che si stai partendo con il piede sbagliato.
    Il consiglio è di informarti un po’ sul background della società alla quale vuoi affidarti e, soprattutto prendere un po’ di informazioni sulla prassi giuridica da rispettare. Non diciamo di studiare come matti, ma è bene conoscere almeno a grandi linee le regole del luogo nel quale desideri espanderti.

    Problema con i siti online: La maggior parte dei siti a cui ti affidi bada solo a far cassa e a far salire a bordo quante più persone possibile, del resto come puoi marginare facendo bassi costi? Col numero elevato. E col numero alto devi giocoforza tenere la qualità bassa.

    Problema con i commercialisti e taxplanner italiani: Forse non lo sai, ma abbiamo le prove che molti di quelli che blaterano in Italia dicendo a te di risparmiare tasse in Italia col loro metodo, hanno però essi stessi società all’estero, soprattutto Limited inglesi…

  • PROBLEMA NUMERO TRE: Avere una compliance fallimentare

    La Compliance è una prassi di controllo a tutto campo sulle metodiche di business e sulle controparti affaristiche. Funziona ed è richiesta in tutte le fattispecie di business, dall’aspetto commerciale a quello bancario e finanziario. Questo è un argomento predominante nel sistema economico moderno ma chissà perché, soprattutto in Italia (e secondo i consulenti italiani) è un aspetto assolutamente marginale e inutile. Il risultato è che espandersi senza porsi questo tipo di problemi non ti potrà condurre da nessuna parte che non sia un mare di guai.

    Problema con i siti online: Soldi! Tutto qui, semplice. In fondo pensaci, se qualcuno ti propone di poter abbattere tutto il tuo carico fiscale, restando comodamente sul divano in cambio di 100 Euro all’anno…tu non lo faresti? Non saresti anche solo interessato a sentire questo tipo di soluzioni? Certo che sì. Ben inteso, tutte queste promesse sono in astratto realizzabili, ma non per cifre troppo basse. Purtroppo, è la matematica a condannare queste persone. E cosa interessa a loro dei tuoi problemi di compliance? Loro badano a far cassa e basta.

    Problema con i commercialisti e taxplanner italiani: Assolutamente sono inesperti nel diritto di common law, e la maggior parte, essendo commercialisti per lo più, non ha l’esperienza giuridica di un Avvocato internazionalista, semplicemente un avvocato ha più studi giuridici alla base per proteggerti da errori di una tua espansione territoriale.

Perché la SAPE CONS Ltd, azienda dei Money Lawyers, gli avvocati Oreste Maria Petrillo e Fabio Santoro è la soluzione ideale per chi desidera espandersinel Regno Unito per pagar meno tasse e aver più clienti senza parlare inglese, muoverti dall’Italia e restando nella completa legalità, con l’aiuto di due esperti avvocati internazionalisti (parliamo di un risparmio fiscale del 40-50% e una platea ipotetica di clienti di lingua inglese che va sino a 1,132 miliardi di persone).

Siamo l’ investimento più sicuro per chi desidera espandere il proprio business all’estero

L’internazionalizzazione societaria, finalmente una risposta intelligente
a uno stato ammazza imprese

I Money Lawyers sono gli avvocati che ti risolvono il problema di internazionalizzare il tuo business in modo unico e innovativo.

Sono il primo gruppo composto da avvocati internazionalisti che lavorano stabilmente nel Regno Unito con società italiane e non (e commercialisti di lingua italiana da decenni a Londra) che ti permette di avere la tua società Limited nel Regno Unito perfettamente funzionante.

Vedi, in Italia siamo pieni di consulenti senza esperienza all’estero e senza pratica in materia di antiriciclaggio internazionale che vogliono consigliarti dove internazionalizzare.

Molti blaterano in materia di off-shore, soluzione consigliata a destra e a manca come se fosse una panacea di tutti i mali, dimenticando che se non fatturi svariate decine di milioni di euro andare off-shore non serve a nulla.

Tra l’altro vivere in un posto così lontano dal tuo stile di vita e abitudini culturali può essere davvero dura rispetto a una capitale europea come Londra.

Ascolta, che tu ci creda o meno, Londra, rispetto a posti esotici vari, è il miglior luogo per avere la tua società e poter contare su una banca londinese ti dà più possibilità di commerciare in ogni parte del mondo.

Money Lawyers come noi, esperti della materia antiriciclaggio e che contano tra i propri clienti sia piccoli imprenditori che multinazionali, potrebbero essere i direttori della tua società Limited (Ltd), o aiutarti nel tuo trasferimento qui, nel Regno Unito, in questo modo tu saresti in una botte di ferro, sicuro e con in tasca una chiave di apertura universale per qualsivoglia problematica…

Noi siamo Money Lawyers quindi possiamo aiutarti e tutelarti in ogni tipo di transazione in tutto il mondo.

Questo per te è fondamentale proprio perché, con la giusta strategia giuridico-fiscale e con i giusti consigli sulle transazioni, faresti crescere inevitabilmente i tuoi fatturati.

A differenza di tax-planner e commercialisti, noi abbiamo una esperienza legale internazionale ultradecennale in materia, e questo per te che sei imprenditore significa dormire su 10 guanciali mentre dai alla tua società un respiro internazionale.

A differenza degli altri servizi che trovi sul mercato, che ti aprono la società, senza neanche un conto corrente bancario, e ti lasciano a te stesso, noi ti aiutiamo davvero perché facciamo questo per imprenditori seri da annie questo per te che fai impresa in Italia, significa dormire sonni tranquilli senza più grattacapi.

L’aiuto dei Money Lawyersè veramente l’investimento certo e sicuro che stavi cercando.

Specificamente i Money Lawyers ti aiutano in questi modi…

  • Internazionalizzazione sicura – Basta esterovestizione societaria

  • Apertura conto bancario – nelle migliori banche
  • Commercialisti italiani in UK – puoi avere accesso al nostro team di commercialisti abituati a lavorare con società italiane
  • Avvocati che fanno il lavoro duro per te – I Money Lawyers che aprono per te società e conto corrente
  • Legge internazionale rispettata – Con due avvocati internazionalisti sei in una botte di ferro

Immagina cosa significa ora aver risolto per sempre il problema tasse e goderti un business internazionale

Finalmente alzarsi al mattino senza quel nodo in gola di non saper dove trovare i soldi per andare avanti e andar a dormire dando la buonanotte ai tuoi figli e tua moglie sapendo che per loro sei un eroe.

Immagina non aver più sensazioni di disagio e di panico nel dover affrontare discorsi finanziari, soprattutto quando si avvicinano scadenze fiscali (che in Inghilterra avrai con tempi talmente dilatati che te ne dimenticherai del tutto)

Diventa esempio per i tuoi colleghi e concorrenti che non faranno altro che chiedersi come starai facendo ad aver più clienti e pagar pur meno tasse societarie.

Ed ecco cosa dice chi ha già acquistano i nostri servizi e prodotti:

Conosco Oreste come avvocato da tempo.
Mi sono affidato a lui per alcuni contratti e documenti legali per il mondo digital e quando mi ha chiesto di guardare in anteprima nazionale il corso “Internazionalizzazione per Online Business” sono corso a vederlo perché ho diversi clienti che cercano questo tipo di info.
Ascoltami: È un percorso unico che ti porta per mano, step by step, dallo stato zero, principiante assoluto, fino allo stato esperto, ad aprire la tua Ltd, col conto corrente, interamente da solo, passando anche per l’off-shore.
Che aggiungere. Porta la tua conoscenza finanziaria nel digital un passo più avanti rispetto alla concorrenza.

Joe di Siena, Marketer

Gualtiero Maalo, Vice Presidente Esecutivo ASSOIMPRESE

“Hai la serenità di far prosperare la tua impresa nel Regno Unito in modo legale. Ci sono pochi professionisti in Italia che hanno questo tipo di conoscenze.”

Carlo D’angiò, Marketer

“Percorso che dalla A alla Z risponde a ogni domanda che un imprenditore può avere. Corso come nessun altro a livello mondiale, non ne ho trovati altri di altrettanto approfonditi.”

Emanuele Properzi, Imprenditore On.line

“Se ti posso dare un consiglio, analizza la tua società con Oreste e Fabio, e capisci se puoi internazionalizzare per avere un ridotto carico fiscale!”

“Consiglio questo video corso sia a chi ha già consulenti sia a chi non li ha. Perché la conoscenza è potere. Anche io ho dovuto chiamare il mio consulente per rammentarlo che forse qualcosa gli era sfuggito!”

Gio Talente, Formatore, Direttore vendite e Imprenditore On.line

“Ho cercato in giro soluzioni per internazionalizzare.  La migliore in assoluto è quella di Fabio e Oreste.”

Giacomo Freddi, Imprenditore On.line

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CI PRENDIAMO CURA DELLA TUA AZIENDA INTERNAZIONALIZZANDOLA NEL REGNO UNITO FACENDOTI PAGARE MENO TASSE E AVER CLIENTI INTERNAZIONALI: TI PORTIAMO VIA LE TASSE MENSILMENTE E AVRAI OPPORTUNITA’ DI TROVARE MENSILMENTE CLIENTI INTERNAZIONALI

PACCHETTO GOLD

€3,00000
unica soluzione
  • Costo di £13 perapertura della Ltd presso la Companies House Commissione inclusa
  • Ltd pronta a commerciare
  • Invio istantaneo di documenti, nessuna firma o documentazione
  • Conto bancario aziendale
  • Certificati azionari
  • Certificato di incorporazione
  • Verbale della prima riunione del consiglio di amministrazione
  • Tutti i documenti dell’azienda inviati tramite e-mail
  • Copia e-mail del memorandum e dello statuto societario
  • Sede legale societaria in UK
  • Servizio di inoltro di posta (su richiesta)
  • Consegna in tutto il mondo per documenti aziendali (su espressa richiesta)
  • BONUS
    Videocorso Internazionalizzazione per Online Business (+20 ore – 1.500 euro) 1 ora di consulenze incluse con i Money Lawyers (valore €1.000)

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  • Conto bancario aziendale
  • Certificati azionari
  • Certificato di incorporazione
  • Verbale della prima riunione del consiglio di amministrazione
  • Tutti i documenti dell’azienda inviati tramite e-mail
  • Copia e-mail del memorandum e dello statuto societario
  • Sede legale societaria nel centro di Londra
  • Servizio di inoltro di posta (anche internazionale)
  • Consegna in tutto il mondo per documenti aziendali (su espressa richiesta)
  • 4 ore di consulenza con i Money Lawyers (valore €4.000)
  • BONUS
    Videocorso Internazionalizzazione per Online Business (+20 ore) 1.500 euro

PACCHETTO DIAMOND EXECUTIVE DIRETTORATO FULL

€15,00000
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  • Costo di £13 per apertura della Ltd presso la Companies House Commissione inclusa
  • Ltd pronta a commerciare
  • Invio istantaneo di documenti, nessuna firma o documentazione
  • Conto bancario aziendale
  • Certificati azionari
  • Certificato di incorporazione
  • Verbale della prima riunione del consiglio di amministrazione
  • Tutti i documenti dell’azienda inviati tramite e-mail
  • Copia e-mail del memorandum e dello statuto societario
  • Sede legale societaria nel centro di Londra
  • Servizio di inoltro di posta (anche internazionale)
  • Consegna in tutto il mondo per documenti aziendali (su espressa richiesta)
  • Executive Director
  • 12 ore di consulenza con i Money Lawyers (valore 12 mila euro)
  • Consulenza ad hoc in:

    a. Redazione contratti

    b. AML/CTF (Anti-Money Laundering and Counter-Terrorism Financing – anti riciclaggio e anti terrorismo)

    c. Transazioni internazionali

    d. Ottimizzazione fiscale e. Holding, Trust, Off-Shore

    f. Contenzioso societario nazionale e internazionale

Gli unici a garantirti la legalità in ogni operazione.

I Money Lawyers sono gli unicia darti la garanzia di rispettare la legge perché sono avocati internazionalisti iscritti all’albo degli avvocati.

Possiamo permettercelo perché facciamo questo da anni

Risposte alle domande frequenti sull’internazionalizzazione in Inghilterra

No, non esclusivamente. A tutti, imprenditori digitali o che lavorano offline e anche chi vuol aprire un altro tipo di società diverso dalle Limited anche fuori il Regno Unito.

Perché se davvero hai intenzione di avere più clienti, dar alla tua società un respiro internazionale, e pagare davvero molte meno tasse e fatturare più utili, allora possiamo aiutarti nel modo più veloce, più economico e meno dispendioso possibile
Perché non troverai nessun altro servizio simile al nostro e da nessun’altra parte. Per te ci sarà il miglior team presente sul mercato e al minor costo possibile.

Perché siamo “Money Lawyers”, abbiamo già aiutato un numero elevato di imprenditori come te a internazionalizzare il proprio business!

Avrai la tua prima società Limited (Ltd) in meno di 24 ore e il tuo conto corrente in meno di un mese.

Riuscirai a guadagnare di più in due modi:

  1. Risparmio sulle tasse.
  2. Aumento della clientela internazionale.

A noi non interessa ciò che farai con questi soldi in più: potrai divertirti, spenderli per la famiglia o, semplicemente, metterli in banca.

Non è affar nostro perché quello che ci compete è esclusivamente insegnarti a farlo.

Vediamolo con un esempio pratico su guadagni di €80.000 in Italia e in Gran Bretagna.

Quindi quanto risparmi e paghi in entrambe le nazioni e quanto riesci a mettere da parte (capitale che poi hai la possibilità di reinvestire nel migliore dei modi, come ad esempio comprare un immobile sul territorio, etc.)?

La prima differenza sostanziale sta nel tempo in cui dovrai pagare le tasse sulla società.

Infatti negli UK per il primo anno vi è una sorta di facilitazione fiscale in quanto, nel momento in cui tu apri la tua società, lo stato ti chiederà il versamento delle tasse soltanto dopo 21 mesi. 

È vero che dopo questo periodo ti chiederà il 19% di tutto quello che hai guadagnato, tuttavia tu intanto hai la possibilità di testare se la tua idea imprenditoriale funziona o meno.

 Vediamo che cosa succede in Italia su un guadagno di circa €80.000. 

Su questa cifra devi pagare generalmente IVA, Ires, Irap (al momento in cui scrivo, 24% lo paghi di Ires, il 22% di IVA il 3,9% lo vai a pagare con l’irap per un 49,9% di totale). 

Quindi su €80.000 se ne vanno €39.920 di tasse, ovverosia praticamente la metà, senza contare gli altri vari contributi di categoria.

Ora andiamo a toccare anche il discorso dell’INPS, oppure gli iscritti presso altre forme pensionistiche obbligatorie. 

I soggetti INPS pagano generalmente il 25,72% mentre i soggetti titolari di altra tutela pensionistica obbligatoria pagano un’aliquota media del 34,23%.

Ti basta o devo continuare?

Vediamo invece un attimo che succede nel Regno Unito sulla stessa cifra di incassi. 

Su €80.000 si paga solo la Corporation tax che adesso è il 19%, quindi su €80.000 la Corporation Tax al 19% incide per €15.200! 

Giusto per capirci.

La bellezza di €24.720 di risparmio tra i due paesi!

E il calcolo di cui sopra non tiene minimamente in conto il discorso INPS.

Altre discussioni al riguardo sono semplicemente superflue.

Capisco la tua preoccupazione. Fortunatamente abbiamo avuto a che fare spesso con situazioni come la tua, quindi abbiamo sviluppato un percorso step by step che rende il processo di espansione territoriale all’estero talmente facile e intuitivo che ti ci vorrà meno di un mese a diventare autonomo nella strategia di internazionalizzazione.

Pensi che può funzionare anche per te come lo ha fatto per gli altri imprenditori nostri clienti soddisfatti?

La Limited, o Ltd, altro non è che una società di capitali e viene spesso accostata alla società a responsabilità limitata italiana (quindi la S.r.l.).

Qual è la fondamentale differenza che passa fra una S.r.l. e una Ltd? Fondamentalmente i soldi.

La registrazione della partita IVA (VAT in inglese) non è obbligatoria per le Ltd fino al raggiungimento di £85.000 di fatturato annuo. Questo vuol dire che se il tuo fatturato, in 12 mesi, non raggiunge quella cifra, tu non sei obbligato a registrarti per avere il numero di riferimento e neanche sei costretto a caricarla sul prezzo che fai al cliente (e neanche dovrai versarla, ovviamente).
Assolutamente no. Nella qualità di azionista (Shareholder, in inglese), in UK (United Kingdom – Regno Unito) non risponderai con il tuo capitale personale circa quelle che sono le vicende societarie (esattamente come in Italia).
Assolutamente sì. Diciamola tutta, il business online è quello che maggiormente, per la sua conformazione e natura, si presta ad una internazionalizzazione per il tramite di una Limited.
Certo, a questo riguardo è bene menzionare che in UK le tasse sul lavoratore dipendente sono circa un terzo di quelle italiane.

Se la loro attività avviene in una fabbrica in Italia non c’è modo per rimandare tutto alla Ltd inglese senza incorrere nella esterovestizione (caso diverso invece è se il lavoro non è legato ad una sede fisica) ed è per questo che Fiat quando ha delocalizzato, ha chiuso la fabbrica in Italia aprendo nei paesi dell’est Europa.

Questa domanda sembra molto strana a tutti quelli che sono imprenditori di lungo corso ma, incredibilmente, ci sono persone che ancora se la pongono.
La risposta è “sugli utili” così come per tutte le società del mondo.
Personalmente non conosco giurisdizioni dove le tasse si pagano al lordo delle spese.
In questo contesto c’è sempre chi scarica più spese e chi ne scarica di meno.
In UK c’è una soglia sotto la quale il dividendo non si paga.
Superata quella soglia il dividendo si paga solo se sei residente in UK.
Se risiedi in Italia quei dividendi vengono tassati secondo il fisco italiano ad una media del 26%.
Ma anche qui c’è il trucco per abbattere a 0 il pagamento delle tasse sui dividendi esteri, però non è questo il luogo per parlarne (dovresti fare una consulenza privata con noi o acquistare uno dei nostri 3 pacchetti).
A questo riguardo è bene ribadire che non esistono risposte universali.

Francamente questa domanda, tra le tante, ci lascia davvero perplessi.

Ti sei mai chiesto che cos’è la brexit?

Niente più che il Regno Unito che ha lasciato l’Unione Europea.
Questo significa che chi risiede in UK e non è un britannico deve trovare eventualmente dei sistemi per poter restare a livello permanente.
Benissimo!
Cosa ha a che fare tutto ciò con la tua Ltd, tuttavia, nessuno te lo dice.
Hai mai sentito parlare della personalità giuridica della società di capitali?
Probabilmente sì.
Una volta che la società è stata incardinata, essa è un’entità a sé stante, è una persona giuridica che non ha nulla a che fare con te e cammina separatamente rispetto a te.
Tu, naturalmente, sei l’azionista o uno degli azionisti, forse anche il direttore, tuttavia non devi mai pensare che la tua persona sia da confondere con la personalità giuridica di una società.
Quindi le società che sono incorporate in UK sono parte del sistema britannico a prescindere e restano come tale soggetti di diritto nel Regno Unito (poco importa chi siano gli azionisti o il direttore).
Questa domanda, a onor del vero, mi viene rivolta spesso da chi non ha neanche la più pallida idea di che cos’è una società.
Tu che sei un imprenditore o aspirante tale dovresti sapere che la società marcia con i propri piedi a prescindere da te.

Alcuni più esuberanti chiedono anche “Io sono italiano e c’è la brexit. Posso essere azionista della società in Inghilterra?”.
A questi rispondo sempre di pensare a Flavio Briatore o personaggi simili. Briatore è cittadino italiano ed ha partecipazioni azionarie, non voglio esagerare, in un centinaio di società sparse per il globo pur senza avere la cittadinanza di tutti e 100 i paesi in questione.
Credo che questo esempio risponda ampiamente alla domanda.

Non so se ci hai fatto caso, ma è da diversi mesi che gli organi di stampa italiani riportano con insistenza che l’Inghilterra è sull’orlo di un baratro economico per via della brexit.

“Dio mio chi se ne va di qua, chi se ne va di là, le aziende scappano, le persone vanno in fallimento, le persone fanno incetta di farmaci perché tra poco comincia l’apocalisse” e via dicendo.

Un esempio di quanto detto sta in un articolo del Sole 24 Ore di qualche tempo fa dove si parlava dell’offerta recente fatta dalla borsa di Hong Kong al London Stock Exchange Group.
Quest’ultima, casomai non lo sapessi, è praticamente una società privata che possiede la borsa di Londra, la seconda borsa più grande del mondo dopo quella di New York (e possiede anche Piazza Affari, per tua informazione).

A fronte di quell’articolo che valutava quell’evento come una conseguenza delle prospettive apocalittiche dell’Inghilterra, avevamo sommessamente rilevato in un post lasciato su Facebook alla pagina SAPE: Limited For Business che quella proposta secondo noi non avrebbe avuto futuro, e così è stato.
Infatti 2 giorni dopo è stata respinta al mittente.
Quando la scadenza del 31/10/2019 è stata ulteriormente posticipata, il Sole 24 Ore ha visto un radicale mutamento sulle considerazioni a proposito della brexit.

Adesso la Brexit è vista come un momento topico con la possibilità che Londra diventi un nuovo paradiso fiscale, sulla scorta di Singapore (The Singapore Scenario).

Praticamente la catastrofe nucleare che doveva arrivare non ci sarà più.
Anzi addirittura adesso la paura è che ad essere intimorita da un punto di vista economico è proprio l’Europa, stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore.

Le autorevoli fonti giornalistiche che davano il Regno Unito per spacciato ora si sono ricordate che Londra ha le carte in regola per continuare ad essere la capitale degli scambi finanziari tra gli Stati Uniti e l’Europa anche dopo la brexit.

Ma davvero Londra diventerà un paradiso fiscale?
Come sempre la verità sta nel mezzo.
Per quanto nessuno è in possesso della palla di cristallo possiamo dirti che, anche laddove la Brexit avvenisse, il Regno Unito procederà comunque ad una serie di manovre di salvaguardia.

La ragione per cui molti osservatori vedono questo evento come qualcosa di sbagliato, lo fanno sulla scorta di ragioni psicologiche e sentimentali.
Sulla scorta dell’idea di una bella famiglia europea unita e felice.
In termini imprenditoriali, invece, questo è il momento in cui si deve investire in UK perché vi è un’economia fiorente che procede sempre a ritmi serrati.

Quindi, le possibilità di sviluppo e di business vengono fuori come funghi e la credibilità internazionale è comparabile solo a pochissimi altri paesi nel mondo (nessuna blacklist e flessibilità commerciale enorme).

Da quando c’è stato il referendum sulla brexit ad oggi le incorporazioni sono aumentate di oltre un milione.
Quindi un milione di imprenditori, dopo il referendum del 2016, sono venuti qui ad investire e stanno ancora investendo.

Naturalmente non voglio fare l’oracolo di Delfi ma al 99,99 periodico su 100, ci saranno accordi bilaterali, quindi per una determinata serie di merci vi saranno gli accordi bilaterali stipulati tra Italia e Regno Unito che entreranno automaticamente in azione.
Risposta secca: no, nessun contributo INPS o altro.
In UK la pensione te la paghi privatamente a meno che tu non sia un dipendente dello Stato o di qualche azienda. In questi casi, infatti, così come in Italia, nel tuo contratto è previsto un regime pensionistico.
Quando si tratta di pagamenti (e questo è un consiglio che vale per qualsiasi tipo di società in qualsiasi parte del mondo) dobbiamo fare la differenza tra teoria e pratica.

In teoria nel mondo finanziario e commerciale tutti possono pagare tutti (salvo i paesi sotto embargo o in qualche modo sanzionati).

In pratica però è bene tenere a mente il concetto di spazio economico europeo.

Non credo di doverti spiegare cos’è.

In breve se i tuoi pagamenti sono fatti verso (o ricevuti da) giurisdizioni dello spazio economico europeo transitano molto più celermente.

Al di fuori di questo circuito i tempi si dilatano perché il grado di compliance aumenta, c’è bisogno di fare dei controlli molto più serrati (dipende anche dall’entità del pagamento).

Se ora però ti dicessi che, a livello pratico, tutte le giurisdizioni europee hanno la stessa celerità, sarebbe una bugia.

Anche (e addirittura) all’interno del circuito Sepa i bonifici bancari non hanno la stessa velocità.

I bonifici dall’Inghilterra, per esempio, hanno una velocità superiore ai bonifici che partono da Malta.

Questo perché la credibilità di un paese ha effetto sulle banche e sulle tue transazioni. Se tu sei, ad esempio, un imprenditore che lavora soprattutto nell’online, sai benissimo che il tempo è tutto (soprattutto nella capacità di versare i soldi o di ricevere i soldi in tutto il mondo, specialmente se ti occupi di dropshipping e il tuo carico viene fermato alla dogana).

Questi sono giochi molto delicati e per il tuo business c’è una grandissima differenza se il bonifico arriva 24 ore prima o 24 ore dopo.

Avendo lavorato proprio con le banche, possiamo dirti che alcuni tipi di pagamenti hanno una vera e propria corsia privilegiata rispetto ad altri.

Per esempio, e non voglio sembrare razzista, un pagamento verso un paese dell’est Europa, viene visto con molto più sospetto e rallentato all’ennesima potenza se non addirittura bloccato.

Ricordati inoltre che le banche non hanno bisogno di una ragione valida ma soltanto di una scusa.

Se quindi la banca sospetta che stai facendo un pagamento nei confronti di un determinato soggetto in una giurisdizione che è in odore di sanzioni dì pure addio al tuo pagamento.
Talvolta viene restituito (quando sei più fortunato), a volte viene congelato in attesa di investigazione.

In quest’ultimo caso non rivedrai mai più il tuo gruzzolo.

Questo è un dato di fatto che non ha nulla a che fare con la giustizia, con i tuoi diritti o con l’onestà del tuo business.
Succede e basta.

E chi gestisce un business sa che evitare i guai è sempre la soluzione più vantaggiosa ed efficiente rispetto al cercare di risolverli.

La risposta è sì, anche se pubblicizziamo principalmente l’apertura nel Regno Unito.

La risposta è molto semplice.

Di per sé non c’è niente di sbagliato nell’aprire una società in ciascuno di questi posti.

Naturalmente ciò che è meglio o peggio viene relazionato sulla scorta delle tue esigenze.

Quindi se devi aprire una società tanto per aprirla, allora siamo i primi a dire che un posto vale l’altro.

Anzi a questo fine vai pure dove paghi poco o nulla in modo da non essere soggetti ad alcun’altra spesa.

Se invece il tuo scopo è avere una società che funzioni nella misura in cui permette al tuo particolare business di crescere secondo le tue aspettative allora non tutti i posti sono i migliori, almeno ai fini della tua azienda.

Se il tuo scopo è, per esempio, avere un’attività online, quindi con uno scarso addentellato in uno specifico territorio (in quanto la tua consulenza può essere fatta urbi et orbi) allora Londra rappresenta un ottimo posto per poter procedere.

Come detto, i posti migliori e peggiori si misurano in relazione alle proprie esigenze.

Tuttavia, Londra è il posto dove una persona che ha un business fiorente o con ottime prospettive, è, a nostro giudizio, migliore non soltanto per una ragione fiscale e per questioni di burocrazia e di tasse ma anche e soprattutto per una questione che prescinde dall’economia.

Gli scambi commerciali nazionali e internazionali, caro mio, si basano su una buona dose di credibilità (soprattutto per le start up).

La credibilità che ti può dare una società presente nel Regno Unito, rispetto a una società in Bangladesh o una società nel Borneo (soprattutto quando dovrai approcciare futuri clienti e persuaderli a fidarsi del tuo prodotto e della tua azienda) è infinitamente maggiore.

Il background societario che avrai per il semplice fatto che la tua azienda ha sede a Londra, che è la capitale commerciale d’Europa (su questo non c’è alcun dubbio) è una fonte di credito enorme agli occhi del mercato, è un dato di fatto.

La piazza di Londra è la seconda piazza più grande del mondo dopo New York.

Ogni giorno presso la borsa londinese ci sono scambi per triliardi di sterline.

Mi rendo conto che, per molti, questo non sembra di primo acchito un grande mordente, ma ti assicuro che nel mondo degli affari e del commercio (e soprattutto nel mondo degli scambi bancari) dove la società ha sede, questo è un concetto fondamentale (la banca avrà così pochi sospetti e opererà controlli con tranquillità e scarsa diffidenza).

Non vorrei ripetermi ma se vuoi avere una società tanto per aprirla allora procedi con uno dei reclami che sponsorizzano l’apertura a €100.
Ora sarebbe piuttosto lungo sintetizzare tutte le ragioni, ma ti basti ricordare che una società che non ha un conto corrente o una sede è una società che non può operare a livello pratico

La dichiarazione dei redditi personale che dovrai fare come cittadino allo Stato italiano resta assolutamente immutata.

Per quanto riguarda la tua dichiarazione dei redditi come soggetto societario di diritto inglese dovrà essere fatta solo ed esclusivamente allo stato inglese, in quanto la tua società Limited è dotata di personalità giuridica autonoma quindi le dichiarazione redditi inerenti al business inglese vanno fatte in Inghilterra.

Solo quello che tu percepirai in Italia come dividendo societario va naturalmente dichiarato al fisco italiano come socio di una società estera (IVAFE).

Assolutamente NO.

Questa è una domanda che si rifà molto da vicino a quella precedente.

Ci sono tantissimi metodi per poter portare soldi in Italia e spesso sono quelli usati da persone che vogliono a tutti i costi evitare di pagare le tasse (anche le più piccole).

Naturalmente non ti stiamo assolutamente istigando ad utilizzare o a cercare questi metodi.

Tuttavia, e questo è un dato di fatto, questi metodi esistono e possono essere considerati addirittura leciti (se fatti in un determinato modo o se ti fai guidare dal giusto professionista) e sarebbe stupido e poco professionale da parte nostra se non te lo dicessimo.

Assolutamente NO.

C’è un trattato tra Italia e Regno Unito del 1988-89 entrato in vigore nel 1990 sulla doppia tassazione che provvede proprio ai casi di specie e che vieta la doppia tassazione.

Stai tranquillo.

Sì e No.

Sebbene questo non sia un obbligo legale (in quanto, così come in Italia, la dichiarazione dei redditi potresti anche fartela da solo) in linea pratica faresti solo un gran casino se non sai cosa stai facendo, quindi è sempre più prudente avere un professionista che lavora sul territorio.

Se ti stai chiedendo se ci sono commercialisti italiani che lavorano a Londra, ti diciamo subito che ce ne sono.

Noi, per esempio, lavoriamo con uno di essi che ha uno studio a Londra da trent’anni, quindi non c’è da preoccuparsi.

Potrebbe essere fattibile ma dipende dalle dimensioni del tuo business. Se questo business è di basso livello va bene, ma quanto più in alto vai, meno questa soluzione può funzionare come esclusiva.
Se non lo sai le società dormant, in UK, sono società che, anche se aperte, non commerciano e quindi risultano praticamente ferme in attesa di iniziare a commerciare.
Non credo che questo sia il tipo di soluzione che serve ad un imprenditore che ha voglia di internazionalizzare.
Se ti serve una Ltd che deve restare pietrificata fai pure, ma non credo andrai molto lontano negli affari.

Il metodo più semplice è trasferirsi (prendere armi e bagagli e partire).

Se poi i traslochi non fanno per te esiste anche qualche alternativa, ma che va discussa con un professionista serio che sa quello che fa, come va fatto e come evitare errori.

La giurisprudenza chiarisce che per “esterovestizione di persona giuridica” deve intendersi: «la fittizia localizzazione della residenza fiscale di una società all’estero, in particolare, in un paese con un trattamento fiscale più vantaggioso di quello nazionale allo scopo, ovviamente, di sottrarsi al più gravoso regime nazionale».

Precisa, quindi, che siffatti fenomeni si realizzano «attraverso la costituzione, solo fittizia, di una società all’estero che poi, di fatto, subentra nel business della società residente negli Stati a fiscalità piena».

In questo senso, «risulta esterovestita una società costituita all’estero che presenti uno o più criteri legali di collegamento con l’ordinamento nazionale».

Ma non preoccuparti! Se fai le cose esattamente come ti diciamo noi, la costituzione della società estera sarà tutt’altro che fittizia.

Ma cosa dice la Giurisprudenza Europea e di Cassazione per un socio di una società estera?

Secondo il principio comunitario della libertà di stabilimento l’imprenditore può esercitare la propria attività economica nel paese che più ritiene confacente alle proprie esigenze; egli ha, ovverosia, il diritto, riconosciuto dalla normativa internazionale, di sfruttare tutte le opportunità di mercato che gli si presentano, compresa quella di trarre benefici fiscali da una legislazione che li preveda.

«Si tratta, come accennato, di diritto di rango comunitario, sancito dall’art. 54 del TFUE, secondo il quale le persone giuridiche che operano legalmente in uno Stato membro possono creare e gestire un’attività permanente su base stabile e continuativa, alle medesime condizioni che la legislazione dello Stato membro di stabilimento definisce per i propri cittadini». Ciascun soggetto economico operante nel sistema comunitario ha quindi, il diritto di trarre vantaggi fiscali derivanti dalla propria localizzazione, scegliendo liberamente dove stabilire la propria attività. A tal proposito la stessa Corte afferma che: «il vantaggio fiscale non è indebito sol perché l’imprenditore sfrutta le opportunità offerte dal mercato o da una più conveniente legislazione fiscale (ma anche contributiva, previdenziale), lo è se è ottenuto attraverso situazioni non aderenti alla realtà, di puro artificio». Cass. Pen., 30 ottobre 2015, n. 43809

E tanto è vero ciò, che un socio di una società estera dichiara i suoi dividendi allo Stato Italiano mediante l’IVAFE:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/pagamenti/imposta-valore-att-estero-ivafe/base-imponibile-e-aliquote-scheda-ivafe, più chiaro di questo, cosa c’è?

Il direttorato è in realtà il vero asso nella manica e quello che permette agli italiani di poter aprire il conto corrente nel Regno Unito, permette a te di restare in Italia ma vede il tuo uomo sul territorio curare i tuoi interessi (soluzione preferibile ma non l’unica freccia che possiamo mettere al tuo arco per aggirare il problema).

Quindi la società gestita da un direttore residente ti permette di aprire il conto corrente bancario, ti permette di avere delle facilitazioni con le istituzioni locali e ti permette inoltre di parlare più facilmente con le banche, di approcciarti a un commercialista del luogo etc.

Il direttore è il Front Man, la persona che, più di tutti gli altri, rischia a livello finanziario, penale e civile.

Quindi è ora giunto il momento di parlare appunto del direttore della tua Limited e del contratto di direttorato (laddove tu ritenga di voler procedere in questa direzione).

Avere un direttore, come sai, è richiesta inderogabile da parte della legge britannica.
Naturalmente quando si parla del direttore di una Limited dovrai essenzialmente ricollegarlo alla figura di quello che è l’amministratore delegato della Srl, SpA o società di capitali italiane in generale.

Che cosa fa il direttore in una Ltd?
Il ruolo è generalmente speculare a quello di un direttore della S.r.l.
Soltanto che c’è da chiarire un piccolo concetto che deve essere tenuto sempre a mente per chi desidera aprire una Ltd nel Regno Unito e, fondamentalmente, in tutti i paesi anglosassoni, quindi anche Stati Uniti e Australia, ossia che “il direttore di una Limited ha una responsabilità peculiare agli occhi della legge”.

Quindi colui che è il direttore di una Limited non si limita soltanto a essere un gestore della tua società nel Regno Unito e non è soltanto colui che materialmente fa le veci di amministrazione, ma è anche colui che, agli occhi della legge, risponde civilmente e penalmente nel momento in cui la società dovesse finire in qualche guaio.

Detto in poche parole in una Limited l’azionista (shareholder) è colui che possiede le quote di una determinata società, ma non ha nulla a che fare con quella che è la vita societaria se non nella misura in cui possiede delle quote.

Quindi, come azionista di una determinata società, quale che sia la tua percentuale, sarai chiamato dalla legge ad essere semplicemente ed unicamente il beneficiario di quelli che sono i dividendi della società.

Se la società è in attivo e vi sono dividendi da distribuire tra gli shareholder, questi prendono i relativi dividendi.
Se la società è in perdita non prendono niente.

Le faccende burocratiche e amministrative della società non possono essere imputate all’azionista per quanto sia grande le quota azionaria posseduta.

La conseguenza di questo è che, se la società per le scelte dipendenti dal direttore dovesse finire in bancarotta perché non ce la fa più a sostenere la mole di debiti e quant’altro che si è venuto a creare, gli effetti civili e penali di ciò vengono vissuti unicamente dal direttore della Limited.

Da ricordare è che per un direttore bancarottiere vi sono una serie di conseguenze più o meno gravi tra le quali l’impossibilità, secondo la legge inglese, di aprire un’altra forma societaria per un determinato numero di anni.

A questo punto la figura del direttore diventa molto importante perché, per poter internazionalizzare all’estero per il tramite di una nuova società, avrai bisogno di considerare la residenza nel luogo di internazionalizzazione come una priorità.
In te sorgerà spontaneo domandarti se il direttore lo può fare una persona che è residente in Italia e, se sì, che cosa può fare.

Te la faccio breve, Il direttore può essere una persona residente in ogni luogo del mondo, IN TEORIA.

Quindi se vuoi essere azionista e direttore e risiedere in Italia puoi tranquillamente farlo in quanto la legge non impone alcuna restrizione a coloro che vogliono essere direttori di una determinata società pur risiedendo in un paese estero.

Tuttavia, come ti ho detto, questa è la teoria, in quanto essere un direttore non residente in UK non ti servirà assolutamente a niente, perché la tua società (a meno di ricorrere ad alcuni escamotage che conoscono io e altri pochi consulenti internazionalisti) non sarà mai operativa.

Per essere operativa, infatti, la tua società avrà bisogno di conti correnti presso istituti di credito.
E nessuno di questi (fatti salvi gli escamotage di cui parlavo) vorranno aprirti un conto se il direttore della tua Ltd non è residente negli UK.

Quindi scordati il conto corrente.
In oltre 10 anni di esperienza, praticamente mi sono confrontato con quasi tutte le banche che esistono nel Regno Unito e ti dico che nessuna banca ti aprirà il conto corrente se il direttore della giostra non è residente.

Questo sempre in ragione del gioco della responsabilità del direttore su tutta la società.

Potrai anche essere la persona più brava di questo mondo e prospettare un business di miliardi ma la banca continuerà a non aprirti il conto.

Ascolta questa storia sull’importanza di avere un buon direttore.

Il primo ristorante McDonald è stato fondato il 15 maggio 1940 a San Bernardino, California, dai fratelli Dick e Mac McDonald.
Era un ristorante semplice, con ottimi hamburger (non troppo diversi però da quelli che servivano centinaia di altri ristoranti sparsi per l’America).
Quello che avevano di veramente speciale i fratelli McDonald era la creatività.
Infatti, a differenza della concorrenza avevano sviluppato un sistema di catena di montaggio del lavoro che aveva portato ad eliminare le lunghissime code di clienti ed al miglioramento del sistema di vendita.

Nonostante gli incassi del ristorante fossero buoni, non avevano mai portato i due fratelli a credere di poter aprire niente di più che qualche altro piccolo punto vendita in giro per la California.

Erano preoccupati di tanti fattori, alcuni economici, altri amministrativi e altri ancora burocratici.
Se questa storia si fermasse qui tu ora non sapresti che cos’è un Big Mac né ti ricorderesti del pagliaccio Roland McDonald che magari hai mostrato qualche volta a tuo figlio prima che addentasse un Happy Meal.

Fortunatamente la storia continua… perché un bel giorno, quindici anni dopo, e precisamente nel 1955, Roy Kroc si trovò a passare da lì.
E in quel momento tutto cambiò.

Roy, a differenza dei due fratelli McDonald, si rese subito conto della potenzialità del prodotto che aveva tra le mani (e non era il semplice hamburger) e ci credeva così tanto che decise di investirci tempo e soprattutto denaro per convincere i fratelli McDonald ad entrare in affari con lui e rendere il piccolo ristorante McDonald e il suo sistema di montaggio, la catena di fast food più grande d’America.

Come puoi vedere, la sua idea era un tantino più ambiziosa di quella dei due fratelli.

Dopo poco tempo, infatti, i due decisero di cedergli le loro quote e lasciare che la loro creatura proseguisse senza di loro.
Fu l’idea, e la conseguente azione, di trasformare la loro azienda in qualcosa di più grande a far sì che si investissero molti più dollari di quanto si era mai fatto prima, e ciò fu la chiave di volta del successo inter continentale di McDonald.

Per farla breve, a distanza di oltre 60 anni la McDonald ha ristoranti in tutto il mondo e fattura una media di 25 MILIARDI DI DOLLARI all’anno.
Lasciami ripeterlo: 25 MILIARDI DI DOLLARI.
25 M I L I A R D I DI DOLLARI!!!

Perché ti ho raccontato questa storia e che ha a che fare con te e il tuo desiderio di aprire una società all’estero?

Molto semplice: se la McDonald fosse rimasta confinata alla sua piccola dimensione, non sarebbe mai nata una della più grandi realtà imprenditoriali del mondo e della storia.

Invece Roy Kroc era consapevole che il suo prodotto avrebbe conquistato il mercato e quindi ha fatto tutti i passi necessari affinché la McDonald acquisisse lo status di brand internazionale. E così è stato.
I soldi che avrebbe dovuto spendere, la burocrazia con la quale avrebbe dovuto avere a che fare, la complessità amministrativa relativa alla gestione di una molteplicità di ristoranti, erano solo i dettagli di un passo necessario da compiere per rendere la McDonald quella che è adesso.

E, bada bene, questi passi non furono fatti dai fratelli McDonald, ma da un direttore esterno: Roy Kroc.

È giustissimo che tu lo faccia. Noi lo faremmo prima di una scelta così importante.
Perché è importante questo? Per mantenere il rispetto reciproco in famiglia.
E quando una buona decisione come questo investimento per il futuro economico della tua famiglia viene portata a termine, quel rispetto sarà davvero reciproco, non credi?

Spesso si deve dar conto a qualcuno per concludere una spesa, ma le altre persone non hanno la visione d’insieme che hai tu su un determinato argomento.

Quindi devi prendere l’iniziativa e acquistare, perché la loro percezione di ciò che può essere giusto o sbagliato per le tue finanze non è reale.

Andrai al verde pensando in questo modo!
Non è troppo costoso, dato che è di qualità eccezionale (accompagnandoti mano per mano in tutto l’iter professionale) e ti dà la nostra esperienza decennale.

Quindi, che sia (soggettivamente e non oggettivamente) troppo caro o no non è questo che ci interessa, quanto piuttosto che tu sia soddisfatto anche in futuro per i nostri servizi.
Sarà il tuo miglior investimento degli ultimi anni.

Perciò, sul serio non puoi permetterti di investire poco meno di 3 € al giorno (per un anno il pacchetto base)? Fermati per un momento e rifletti bene su come credere che tu non possa fare un buon investimento ti influenzerà profondamente nel futuro. Vuoi davvero una cosa del genere?

Non è questo il giorno dell’Apocalisse.

Abbiamo sempre tempo a sufficienza, dovremmo solo usarlo in modo giusto. Aspettare non è mai la scelta migliore. Perché come diceva lo scrittore Luc de Clapier: “Non è nato per la gloria chi non conosce il valore del tempo.”

E tu, davvero stai cercando di guadagnare tempo? Quale beneficio potrebbe portarti aspettare?
Sai qual è davvero la notizia?
La cattiva notizia è che il tempo vola.

La buona notizia è che tu sei il pilota. Scegli bene. Scegli di investire subito. Scegli di non sciupare il tempo presente.
Tutto viene per passare, niente viene per restare.

Ti invito a seguire il consiglio di Orazio: Afferra il presente e affidati al domani il meno possibile.

Vedi, non sarai mai più giovane di quanto tu lo sia OGGI, e non importa quanti anni tu possa avere, è una verità oggettiva, quindi hai l’obbligo morale, per te e per chi ti vuol bene, ti iniziare adesso.

Se solo sei un minimo interessato e sai che un giorno acquisterai uno dei nostri servizi ti direi di farlo oggi, perché lo sai meglio di me: più passa il tempo e più si continua a rimandare.

In più una volta raggiunta la quantità di imprenditori che riusciremo a seguire personalmente, toglieremo per almeno 12 mesi la possibilità di accedere ai nostri pacchetti.

Dopo questo periodo raddoppieremo il prezzo dell’offerta (e sarà comunque poco per il valore e l’esperienza racchiusa in questi anni).

Perché continuare a rimandare?

Cogliere con il giusto timing un’opportunità è un’abilità che ti aiuterà per il resto della vita.
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Ti avverto, ti stai ingannando e lo sai. Voglio liberarti dalla trappola della tua mente con questa notizia bomba.

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Il fatto che tu non abbia sentito parlare di noi, mi dispiace dirtelo, non significa molto. Ti assicuro che molti dei nostri clienti hanno sentito parlare di noi da altri clienti e che, nel nostro settore, abbiamo anche una certa reputazione.

È sempre vero che hai sempre sentito parlare di cose che sono buone?

Quando ero un bambino (n.d. Oreste Petrillo), mia mamma mi mandava spesso a casa di sua madre, mia nonna.

E lei mi raccontava vecchie storie di famiglia. Non ho mai sentito queste storie, tranne che da lei, quindi non so se le inventava lei o se facevano semplicemente parte della tradizione.
Mi raccontava che quando nacque la televisione, a casa sua non vollero acquistarla perché avevano paura della voce che usciva dagli altoparlanti.

Pensavano fosse spiritata!
Capisci come il loro pensiero limitante li abbia bloccati dal beneficiare di una novità così sorprendente?
Ogni nuova idea nasce con un primo passo, e ogni novità deve iniziare dalle origini.

Noi siamo nuovi online (off line siamo decenni che lavoriamo, ed è per questo che ci chiamano i “Money Lawyers”), è vero, ma con tanta voglia di emergere mostrandoti il nostro valore, ed è per questo che dobbiamo impegnarci più degli altri per te.

Non hai ancora sentito parlare del nostro servizio done for you perché è nuovo online, ma in futuro non solo ne sentirai parlare molto e bene, ma tu farai parte dei precursori della nuova classe di imprenditori eccellenti in Italia.

Sì, siamo nati da poco sul web, ma è per questo che ci impegniamo più egli altri per darti il meglio, perché solo così possiamo farci conoscere da tutti gli altri imprenditori.

Non prenderti surrogati di consulenze, prendi chi investe su di te per far progredire la propria azienda.

Beh, gli antichi saggi dicevano che sei hai la fede di un chicco di senape, puoi muovere una montagna. Quindi, ti chiedo, la tua fede è grande almeno quanto un chicco di senape?

Perché davvero basta poco per poterlo fare.

E non si tratta di fede, quanto di provare per credere.

La scelta è: vuoi uno schianto clamoroso o una schiacciante vittoria?

Perché non stai acquistando un bene che non frutta. Stai prendendo un bene che ti porterà frutti: con le conoscenze che userai aumenterai il tuo introito economico in maniera considerevole.

Se acquisti una casa col mutuo è un investimento o è un acquisto?

Pensaci… In una casa ci vivi, non ti crea affatto reddito.

Quando hai comprato casa o la nuova auto, avevi i soldi per comprarla?

Sei andato in banca o da una finanziaria per chiedere un mutuo o un prestito?

Te li sei fatti prestare?

Bene, noi non ti stiamo dicendo di chiedere un mutuo o un prestito che ti ha permesso sì di avere casa o macchina, ma di avere anche un costo fisso. Tutti i giorni devi lavorare per far sì che quello che guadagnerai servirà per ripagarti il debito.

Quello che ti stiamo proponendo, invece, è un qualcosa che nel giro di meno di 10 mesi ti produrrà reddito, ricchezza, e quindi valore per te stesso e per la tua famiglia, ti porterà ciò che desideri a livello economico facendoti rientrare dall’investimento economico già dopo il primo mese e quindi di sorpassare i tuoi problemi di qualsiasi tipo. Adesso, è meglio o peggio rispetto al pensare di non aver soldi? Perché anche per comprare casa non avevi soldi (non parliamo dell’ultimo gingillo alla moda), eppure li hai trovati.

Quindi le opzioni sono 2:

o credi che il nostro servizio non ti salverà dalla bancarotta e non ti farà ottenere il successo che desideri (e non credo sia questo il caso, altrimenti non ci avresti letto fin qui), oppure stai decidendo di non andare avanti e di rimanere nella situazione in cui sei.

Qualsiasi sia la tua scelta, la decisione è comprendere come ti sei organizzato quando volevi acquistare la nuova casa o la nuova macchina perché da questa parte non avrai un debito, ma un investimento che ti porterà ad avere ciò che tu desideri.

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Bravo, complimenti per la scelta oculata e giusta. Ottimo investimento di tempo e denaro.
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Grazie per l’interesse,

Oreste Maria Petrillo & Fabio Santoro
Avvocati internazionalisti.